Bomba di Riso

INGREDIENTI
Per il condimento:
– 2 piccioni giovani
– 50 gr funghi secchi
– 100 gr burro
– 1 cipolla
– 1 foglia di alloro
– 1 pizzico di noce moscata
– sale e pepe
Per il riso:
– 800 gr riso
– 150 gr grana padano grattugiato
– 1 uovo
– 50 gr burro
– pane grattugiato per lo stampino

PREPARAZIONE
Tritare finemente la cipolla; farla imbiondire con un po’ di burro, aggiungere i piccioni puliti, lavati, disossati e tagliati a pezzetti. Condire con sale, pepe ed un poco di noce moscata.
Far cuocere per circa 15 minuti, indi unire i funghi, due foglie di alloro e cuocere a fuoco lento, aggiungendo un poco di brodo. Ungere uno stampo liscio di forma circolare e con i bordi alti e spolverizzare di pane grattugiato. Versare metà del riso, che nel frattempo avrete lessato al dente e condito con burro, grana padano e un uovo, nello stampo lasciandone il centro vuoto. Versare nel centro dello stampo l’intingolo con i piccioni e ricoprire il tutto con il riso rimanente. Cospargere con pane grattugiato ed un poco di burro. Porre lo stampo in forno e lasciare dorare.

IL CUOCO GENTELMAN DICE
La ricetta è di origine seicentesca, ed è un timballo probabilmente derivato dal più antico “pastiss”, in cui la pasta frolla viene sostituita dal riso; da notare inoltre il condimento di piccioni che viene eseguito esattamente come nel pasticcio di maccheroni. Era il piatto tradizionale piacentino delle grandi festività, e delle sagre e dei matrimoni e seguiva immediatamente le portate di tortelli e di anolini. Era tipico inoltre della Festività dell’Assunta.
Piatto particolarmente gradito al già citato Cardinal Giulio Alberoni, che lo proponeva nei pranzi ufficiali e di gala da lui organizzati per Sovrani e Ministri della Corte di Spagna. Oggi è possibile trovarlo, con anche alcune varianti, presso alcuni ristoranti, ma solo previa ordinazione, dovendo essere preparato al momento e subito gustato.

CURIOSITÀ
Quando nel 1714 Elisabetta Farnese, ultima del suo casato, andò sposa a Filippo V di Borbone, re di Spagna, la corte farnesiana venne trasferita a Napoli con tutto il personale di servitù, cuochi compresi. Per questo motivo alcuni studiosi ritengono che la bomba di riso piacentina abbia dato origine al sartù napoletano ed agli arancini di riso siciliani.

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