Scopi e Statuto

In una sera d’autunno del 1963, precisamente la sera del 15 novembre, un gruppo di amici amanti della buona cucina e della calda e serena atmosfera che si crea attorno a una tavola imbandita (il convivio) si riunì presso la trattoria “Fraschini” per una serata in compagnia.
“Fraschini” era una storica trattoria piacentina, popolare e genuina, scomparsa ormai da moti anni. Era situata in via Nino Bixio, nei pressi del passaggio a livello, ora chiuso, quasi appena dopo gli scambi dei binari ferroviari.

In quella occasione, tra una portata e l’altra, prese vita l’Accademia della Cucina PIacentina che in un primo momento prese il nome di “Magana”, ricordando le barche a fondo piatto del Po.

Questo gruppo di appassionati della tavola, pionieri della custodia della traduzione culinaria piacentina, si ritrovò poi, per la prima vera riunione conviviale, la sera del 25 gennaio 1964 presso i ristorante “Po”, gestito dal mitico Nuto e ritenuto uno dei locali più in voga e di prestigio dell’epoca.
All’inizio i soci si riunivano nei vari ristoranti della città e della provincia, poi l’Associazione ebbe come sede una saletta dell’Ente Provinciale del Turismo in Piazza Cavalli, per poi spostarsi nella storica sede di via S.Giovanni 38, in Palazzo Morando.
Numerose iniziative hanno arricchito e caratterizzato l’attività dell’Accademia nel tempo. Nel 1971 prese il via il concorso “Supera d’Argint”, concorso riservato a cuochi appassionati . non professionisti, arricchito nel 2007 dalla sezione riservata ai giovani fino a diciotto anni d’età.
Il concorso, che nelle sue ventinove edizioni finora svolte ha visto la partecipazione di persone provenienti da varie città italiane e non solo, ha certamente contribuito a diffondere e stimolare la passione per la buona cucina e soprattutto per la cultura che questa esprime.
Per questo scopo, non meno importanti sono stati i corsi di cucina (di primo e di secondo livello), gli incontri a tema caratterizzati dalla riscoperta di antiche ricette e i “Giovedì”, piccole ma interessanti conferenze sui vari argomenti attinenti l’enograstronomia.
E in tutte queste attività non sono mancate le attenzioni ai meno fortunati, con l’organizzazione diretta o la partecipazione ai tanti eventi a scopo benefico svolti in tutti questi anni.
Come non ricordare dunque in quest aoccasione personaggi come Emilietto Rossi, Gianni Spaini, Giacomo Cortesi, Giuliano Chiappa, Carlo Musajo, Giorgio Natali, Felice Lucchini, Giulio Didomenicantonio, Carlo Groppi, purtroppo mancati, Renato Chiesa, Salvino Dattilo e tutti i soci che si sono succeduti in questi cinquant’anni e che hanno reso attivo e vitale il nostro sodalizio facendone un punto di riferimento per l’intera città, per Enti e Istituzioni, creando una sinergia operativa per tutti coloro che, a vario titolo, operano nel settore agro-alimentare e hanno a cuore la valorizzazione dei prodotti del nostro ineguagliabile territorio.

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